giovedì 26 luglio 2012

Jules et Jim il libro. Henri-Pierre Roché.

Nell'immaginario collettivo, "Jules et Jim" si riassume nella corsa spensierata di tre persone su un ponte. Si tratta di tre uomini ed una donna vestita alla "Charlot", ed è chiaramente un maggio cinematografico, oltre che un inno alla gioia.  

Jeanne Moreau, Henri Serre, Oscar Werner in "Jules et Jim"
di François Truffaut 1962
Lei è Jeanne Moreau, una star che, ai tempi, aveva già  alle spalle più di trenta film con registi del calibro di Michelangelo Antonioni, Louis Malle, Jean-Luc Godard, Peter Brook, Max Ophüls, ed altri ancora. 


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TRE è il numero che più volte ricorre nel testo di Henri Pierre Roché, e non solo in questo libro; Anche  il suo amico Hessel (lo scrittore al quale s'ispira per il personaggio di Jules) ama il concetto di triade e lo applica nella sua arte. Il caso vuole che Truffaut finirà con l'incastrarsi a sua volta, fra le maglie del "numero magico"... 

  • "Jules et Jim" è infatti il suo terzo film a partire da quello che  lo fece conoscere al grande pubblico, ovvero: Les quatre Cents coups. 
  • Tre come i 30 anni che il regista compie il 6 febbraio del 1962 - L'anno del film-  
  • Tre sono le collaborazioni artistiche che realizzerà con Jeanne Moreau, nello specifico:  
    • "Les quatre Cents coups" in cui Jeanne partecipa con un suo amico ad un breve cameo. In quella occasione, Truffaut pensa a lei per il ruolo di Kate, invia le sue foto a Roché che la trova adatta e che vorrebbe vederla di persona, ma  muore prima. 
    •  Nel 1962 il progetto vede la luce, Truffaut presenta al pubblico "Jules et Jim"... e fu subito gloria anche se non mancheranno critiche per lo scandalo del rapporto a tre, che per Jeanne Moreau è invece, un rapporto due a due, mentre per il regista si tratta di una storia di morale, e lo ripete con insistenza. Una morale nuova, sperimentata per necessità. 
    • I due lavoreranno  insieme un'ultima volta per "La sposa in nero" nel 1967 


Anne Gillaine, nel libro "Tutte le interviste a F. Truffaut" chiede al regista se esiste una connessione fra Jules et Jim, Tirez sur le pianiste e les quatre cents coups, i suoi primi tre film di successo, e la sua risposta è che Jules et Jim gli appare come la sintesi del  lavoro passato. 
(Super fortuna! Su Google libri lo si trova gratuitamente. Clicca su questa scritta se t'interessa)
Jeanne Moreau in Jules et Jim. François Truffaut. 
Truffaut  è invaghito di Jeanne Moreau ed hanno una storia, ma il regista la stima molto anche a livello professionale.  Parla di lei in questi termini: "Jeanne emana una sorta di autorevolezza morale. E' molto fisica, molto carnale, ma non trasmette alcuna lascivia sullo schermo. E' come l'amore, non come il libertinaggio. Conoscendola, si scoprono in lei qualità maschili quanto femminili che vanno al di là dei ragionamenti laboriosi degli uomini e della civetteria delle donne". Sostiene inoltre che buona parte del successo del film lo si deve a lei  perché  trattare un tema così delicato come il sesso a tre, negli anni sessanta, è molto rischioso, e lei ha permesso la riuscita del progetto. 

Gli altri due attori chiave del film sono: 
Henri Serre - Jim
26 febbraio 1931
Lavora molto a teatro
 "Jules et Jim" è il film che lo fa conoscere al mondo. 

Henri Serre fino ad allora ha recitato solo qualche parte a teatro ed è scelto da Truffaut per recitare la parte di Jim, il francese, alter ego di Roché per via della somiglianza fisica fra l'attore e lo scrittore. 

Oscar Werner, austriaco, recita la parte di Jules. Truffaut lo vede in un film realizzato dMax Ophüls nel 1955 sulla danzatrice "Lola Montès" e lo sceglie per il suo film. Come Jeanne Moreau, l'attore ha recitato in molti film in passato. Sfortunatamente, il rapporto fra l'attore ed il regista declina inesorabilmente in occasione di: "Fahrenheit 451" del 1966. Werner in quel periodo si era dato all'alcol, qualcosa lo turbava. Truffaut era teso perché stava realizzando un film diverso dai generi che preferiva, per giunta, in America. Jeanne Moreau afferma che con ogni probabilità la delusione che provarono fu reciproca. Strana coincidenza che noto solo ora, Truffaut muore il 21 ottobre del 1984, Werner il 23 ottobre dello stesso anno. Truffaut era di 10 anni più giovane di lui. 
Lola Montés. 
Il romanzo "Jules et Jim" è pubblicato nel 1953 dalle edizioni Gallimard, ma nessuno se ne accorge, infatti è  pronto a finire nel dimenticatoio quando Truffaut lo scopre per caso fra i libri in promozione ammassati in qualche scaffale di una libreria in prossimità del palais Royal. 
A colpirlo sono due elementi: 
  • La sonorità del titolo, quindi il suono della doppia "J" e soprattutto, 
  • L'età del suo autore, Henri-Pierre Roché pubblica il suo primo libro a 74 anni.  

In questo post è di lui che parleremo. 

Henri-Pierre Roché
Parigi 28-maggio 1879
Meudon 9-aprile 1959 
80 anni. 
Henri Pierre Roché abbiamo detto, scrive il suo primo romanzo nel 1953, all’età di 74 anni!
La sua struttura fisica è molto simile a quella di Henri Serre (Jim), e negli anni non cambia molto, perché a 30 anni appare magro ed alto come a 70. Certo, i suoi capelli imbiancano e la pelle invecchia. Il senso delle foto all'interno dei post è quello di "avvicinare astrazioni", cioè dare un volto a chi non ce l'ha, perché il cinema è un'arte visiva, quindi le immagini apportano un valore aggiunto anche quando non lo si sta guardando, ma se ne parla e basta. Questo ritratto, per esempio, lo trovo molto eloquente. Lo sguardo di Rochè, fatto di occhi chiarissimi -che qui non vediamo per via del riflesso di luce- e contornati di rughe, mi sembra quello di un uomo sereno. Era troppo preso dalla vita per fermarsi  a scriverla, ecco perché ha impiegato tanto tempo prima di decidersi in quel senso. Truffaut ricorda inoltre che il romanzo nasce in un periodo in cui lo scrittore era infermo, quindi bloccato su un letto per necessità. Un ripiego insomma. Il regista d'altro canto ama molto i libri di chi racconta la propria vita, e di questo autore ama lo stile, molto conciso, ristretto, essenziale, alla Stendhal, se vogliamo. (Che s'ispirava, ricordiamo, al codice civile in pieno romanticismo!) 

Roché ha frequentato i grandi artisti del tempo, in Francia come negli Stati uniti. Ha corteggiato quasi tutte le donne desiderabili che ha incontrato, ha viaggiato senza posa. Passata la tentazione di dipingere, si è comunque appassionato di arti, frequentando la bohème di Montparnasse, e più tardi, i grandi artisti americani ( Marcel Duchamp ad esempio, suo carissimo amico).
Roché ha suggerito ai collezionisti americani, opere d'arte che allora apparivano forse azzardate, ed è stato lui a presentare Gertrude Stein e suo fratello Leo a Picasso. Truffaut deciderà di affidare proprio ai lavori di Picasso il ruolo di "Calendario". Ogni dipinto che vediamo durante il film corrisponde a un preciso periodo dell'artista, e questo suggerisce l'avanzare del tempo. Gli attori rimangono giovani per sempre. Niente trucchi, niente invecchiamenti artificiali.
L'esito è che chi guarda il film si sente come se  sfogliasse un vecchio album di famiglia, con foto di un passato estinto che si rivive con serena nostalgia, e vale anche per certi momenti che allora, si suppone, non furono così indolori. In prossimità della fine della vita, i ricordi cambiano inevitabilmente le loro sfumature. 
Picasso ritrae Gertrude Stein 1906.
"Midnight in Paris" di W. Allen le dedica un frame interessante. 
Come Jules et Jim nel romanzo e nel film, Roché ha amato la boxe e l'ha praticata. Che altro? 
E' stato traduttore, autore di articoli di critica letteraria ed artistica. 
Più di tutto è stato un dandy, che come ai tempi di Baudelaire -In comune hanno gli studi nel prestigioso collegio "Louis-Le-Grand"- o del più vicino Huysmans e del suo personaggio surreale, anzi decadente: Des Essenties, si è votato interamente al culto dell' in-utile, in senso anti-borghese, votandosi interamente alla curiosità per tutto ciò che lo circondava. 

Suo padre era farmacista, ed è morto precocemente, per cui l'autore ha vissuto con la nonna e con la madre, una donna autoritaria e molto possessiva, raccontata in "Le due inglesi e il continente" il suo secondo romanzo, datato 1956 (L'adattamento cinematografico invece è del 1971). Jean-Pierre Léaud per l'occasione lascia le vesti di Antoine Doinel e diventa Claude Roc, alter ego di Roché. Perché Léaud? Semplicemente per il fatto che fra i due personaggi esiste una sorta di continuità tutto sommato. Madri ossessive, incapacità di crescere, rapporti compulsivi con le donne, sempre e solo al plurale. Il finale è diverso però. Happy ending per Doinel. Fredda solitudine per Claude Roc. Ed è inutile sottolineare ancora, che parlare di Doinel è un po' parlare di Truffaut stesso.  

Tornando a Roché, pare che dicesse continuamente: Buono, buono, eccellente. Sinonimo di ... positività? 
Chiedo scusa per la narrazione istintiva e poco meditata che sto realizzando. Mi sono adattata allo stile "Album fotografico", cioè alterno periodi storici magari distanti fra loro, come se non fosse poi così importante. "Fra cent'anni tutto questo non sarà importante" dice Big Glory in "Taverna paradiso" 1979 prima di suicidarsi -Per farla finita aspettava un giorno felice- In questo film Silvester Stallone esordisce come regista, dopo il successo di  Rocky, all'età di 32 anni. Francamente... nulla di memorabile, ma la scena del pugile che si suicida non mi è dispiaciuta. 
Fuori tema? certo! 

Jules et Jim è un romanzo autobiografico.
Si tratta di una rivisitazione romanzata della gioventù dell'autore, elaborata con gli occhi di un uomo ormai anziano. La storia di Kate e Jules  non è inventata perché accadde davvero. 

Franz Hessel 
Nato a Stettino (Polonia) 1880
Morto a Sanary-sur-mer nel 1906
http://stabi02.unblog.fr/2010/10/11/franz-hessel-le-flaneur-de-berlin-23/
Oscar Werner "Jules" in Jules et Jim.
Ovvero ...Franz Hessel, amico di Roché.
Foto del 1965
Werner nasce  a Vienna, il 13 novembre 1922 e
muore a Marburgo il 24 ottobre 1984, 
tre giorni dopo la morte di Truffaut,
 più giovane di 10 anni rispetto a Werner. 
Jules incarna la figura di  Franz Hessel,  "Flâneur"(in questo link trovi un approfondimento sulla parola)  e Dandy, come Roché,  col quale, dal 1906 vivrà un'amicizia intensa. 

Kate è invece Helen Grund, che arriva a Parigi nel 1912 per completare i suoi studi di pittura.  
Helene Gunt e Franz Hessel si sposano a Berlino nel 1913. Insieme, tornano a Parigi per qualche tempo, poi vanno a Ginevra, dove nasce il loro primo figlio. Nel 1917 avranno il secondo figlio. Infine, dopo la guerra, si stabiliscono in Baviera. 
Hessel comincia a lavorare al suo secondo romanzo
Nel 1920 la coppia invita Henri Pierre Roché (Jim) a raggiungerli. 

Helen e Pierre vivono una storia d’amore intensa, tempestosa che durerà per molti anni, fra viaggi a Monaco, Venezia, Berlino, ma non mancheranno scene drammatiche. 
Un giorno Helen abbandona la famiglia per sposare Pierre. Naufragato il loro sogno, torna a casa.L'amicizia fra Franz ed Henri-Pierre sopravviverà al fatto che hanno amato la stessa donna.  Hessel  dice di non aver mai capito come l’amore possa implicare il possesso dell’altro. E’ sua impressione che congiungere qualcuno a sé comporti cambiarlo, non per forza in meglio, e lui desidera conservare tutto così come gli è apparso all’inizio.

  Franziska zu Reventlow  
Germania 1871
Svizzera 1918 

"Contessa dello scandalo" 
Detto questo, Hessel vive per anni (fino al 1913) un menage à trois con la contessa Franziska zu Reventlow (che Roché ha conosciuto n 1907, quando è andato a trovare Franz a Monaco) e il suo amante polacco, Bogodan von Suchocki. Fra i due, Franz assume il  ruolo di amante platonico. Voyeur della vita e della felicità degli altri
Come dicevo in principio, nei tre libri scritti da Henri Roché negli ultimi anni di vita, lo schema triadico è alla base delle relazioni fa i suoi personaggi. Accade in "Jules et Jim" idem per: "Le due inglesi e il continente" - nel primo caso: Una donna-due uomini. Nel secondo: Due sorelle-un uomo. Nel primo, Jules rimane solo. Nel secondo è Claude a rimanere solo.  


Durante la guerra, Franz Hessel si arruola volontario e comincia a scrivere "Romanza parigina. Carte di un disperso" Romanzo epistolare indirizzato a Roché che, a causa del numero di missive che riceve dal fronte tedesco, verrà accusato di spionaggio in favore della Germania. 

Dopo la guerra, rovinato dall'inflazione, Hessel spinge Walter Benjamin, suo amico, a pubblicare alcune sue ricerche, e insieme, tradurranno  la Recherche Proustiana. 
Hessel muore nel 1941, nel sud di Francia, tre mesi dopo il suicidio di Benjamin. 
Questo, a grandi linee, è quel che accade: 
Il 14 giugno del 1940, Parigi viene occupata dai tedeschi. Benjamin, ebreo, fugge verso la Spagna nella speranza di potersi imbarcare per gli Stati Uniti. Il 25 settembre di quello stesso anno, si trova nella Catalogna spagnola, a Port Bou, e nel tentativo di sfuggire alla cattura della polizia di frontiera che l'avrebbe espulso dalla Spagna e ricondotto in Francia, ormai nelle mani dei nazisti, Benjamin si toglie la vita ingerendo morfina. Possedeva una valigia nera di cui era geloso, forse c'erano i suoi manoscritti, alcune pagine incompiute. I suoi amici proseguiranno il viaggio il giorno dopo, altri amici provvederanno alla sua tumulazione al cimitero di Port-Bou, dove pagano l'affitto del loculo solo per cinque anni, passati i quali si perde traccia dei resti dello scrittore e della sua valigia, mai più ritrovata. Roché muore nel 1959, quasi 20 anni dopo Franz Hessel, nell'anno del primo grande successo di Truffaut, con "I quattrocento colpi". 
La sola "sopravvissuta" fra i tre è Kate, ovvero Helene Gunt che nel film, paradossalmente, è portatrice di morte. 

François Truffaut e Jeanne Moreau
Jules et Jim 1962
Concludo questo post con una testimonianza di François Truffaut in merito al suo film: 

Il film uscì a inizio 1962, proceduto dal cortometraggio "Vite d'insetti" nel quale l'autore, Jean-Claude Roché - figlio dello scrittore- mostrava l'accoppiamento delle libellule. 
Il successo di Jules et Jim fu immediato, e ne fui doppiamente felice perché il romanzo, nove anni dopo la sua pubblicazione, diventava finalmente un best-seller (sarebbe stato tradotto, di lì a poco in inglese, spagnolo, italiano e tedesco)
Jeanne Moreau ed io ricevemmo numerose lettere e non solo dalla Francia... Diciotto anni dopo questi eventi credo -pazienza se sbaglio- di poter citare la più importante di queste lettere, quella che ricevetti da un'anziana donna che, sotto il nome di KATE era stata la vera eroina di Jules et Jim. 

"Seduta in questa stanza scura, temendo delle somiglianze travestite, dei paragoni più o meno irritanti, sono stata subito travolta, colpita, dal potere magico, il suo e quello di Jeanne Moreau, di risuscitare quello che è stato vissuto inconsciamente. 
Che Henri-Pierre Roché abbia saputo raccontare a noi tre la nostra storia, tendendosi molto vicino alla successione degli eventi, non ha nulla di miracoloso. Ma voi, quale intuizione, quale affinità ha potuto illuminarvi al punto di farvi cogliere -malgrado le deviazioni e gli inevitabili compromessi- gran parte delle nostre emozioni intime? A questo proposito, sono l'unico giudice autentico visto che i due altri testimoni non sono più qui per dirvi il loro 'si'"  
H.Gunt 


L.R.




4 commenti:

  1. Grazie di questa bella relazione sul film, sul regista ed infine sui veri protagonisti della storia...

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  2. Grazie a te Bruna. E' solo il primo post sull'argomento. Ho voluto seguire un andamento "A Piramide". In cima, l'autore del libro, a seguire... il libro, poi ci sarà il film e le dovute comparazioni. Infine qualche commento.
    Con Truffaut non si finisce mai!

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  3. Ciao Luisa, sono un'appassionata di Rochè e il tuo excursus è fatto proprio bene! Molte grazie per aver postato l'ultimo commento, non lo avevo letto finora ed è stata una bella scoperta! Un sorriso

    Martina

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